Pappa al pomodoro


La pappa al pomodoro è un piatto povero della cucina toscana. Protagonista insieme al pomodoro Costoluto Fiorentino è il pane toscano. Olio, aglio, basilico e peperoncino danno poi un carattere unico a questa famosissima ricetta.

Questo piatto, come tanti altri della tradizione contadina, è nato come piatto di recupero. Infatti, non si usa il pane fresco, bensì il pane raffermo, avanzato da 3 o 4 giorni prima. Si usa il pane senza sale toscano e non si usa il soffritto di cipolle. E’ un piatto povero nato come recupero, quindi il brodo deve essere vegetale e non di carne. Non è utile lasciare il pane a fette per strusciarlo con l’aglio per una pappa e meno che mai è utile cuocerlo nel brodo a parte per poi strizzarlo. Ricordiamo che è un piatto semplice, più semplice è più buono è.

 

Ingredienti

Mymistercook pappa al pomodoro 1pane toscano raffermo 300 gr

polpa di pomodoro 500 gr

brodo vegetale 900 ml

aglio 1 spicchio

basilico 12 foglie

peperoncino, sale e pepe q.b.

olio extra vergine d’oliva 4 cucchiai

 

Preparazione della pappa al pomodoro

Mymistercook pappa al pomodoro 2

Mettete in una casseruola l’olio e l’aglio ad imbiondire. Io trovo che un sapore più deciso dell’aglio si abbini bene alla pappa al pomodoro, quindi, anziché metterlo in camicia, l’ho spellato, diviso a metà e messo le due parti a rosolare a fuoco basso come se fossero spicchi interi.

 

Mymistercook pappa al pomodoro 3

 

Quando l’aglio è ben dorato toglietelo e aggiungete il pomodoro. Se volete usare del pomodoro fresco fatto al momento e la stagione lo permette preferite i Costoluti Fiorentini maturi, (come da ricetta originale), scottateli in acqua bollente, spellateli, privateli dei semi e aggiungete così la polpa.

 

Aggiungete il peperoncino e regolate di sale e di pepe nero macinato al momento. Se avete messo del pomodoro fresco valutate se aggiungere mezzo cucchiaino di zucchero per regolare l’acidità e 100 ml di brodo vegetale subito (oltre ai 900 ml della ricetta) per far cuocere alcuni minuti in più cosi da ottenere una polpa omogenea. In questo caso, coprite anche la casseruola con un coperchio per non far asciugare troppo il pomodoro.

 

Ecco il protagonista, il pane toscano raffermo. Tagliatelo a fette e poi ciascuna fetta a dadini. Non è necessario bruschettarlo in forno e non è necessario bagnarlo nel brodo per poi strizzarlo e buttare il brodo. Fate attenzione ai tempi, se possibile il pane deve essere pronto quando è pronto il pomodoro. Se così non fosse, spegnete il fuoco e coprite con un coperchio per non perdere troppa umidità. Quando il pane è tagliato versatelo nella casseruola.

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Mescolate con un cucchiaio di legno il pane e il pomodoro quindi aggiungete subito tutto il brodo vegetale (che avrete tenuto in caldo), versandolo un po’ alla volta sul pane con un mestolo. Mescolate di tanto in tanto e cuocete a fuoco basso per pochi minuti. Quando il pane si sarà sfaldato sarà pronto, non dovrà essere né una poltiglia inconsistente né troppo umido. Non vi preoccupate se la pappa non sarà di un rosso acceso, questo sarà comunque il suo colore naturale (ricordatevi che il pane è bianco), quindi non pensate mai di aggiungere il concentrato di pomodoro, cambierebbe colore e sapore.

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Togliete la pappa al pomodoro dal fuoco e aggiungete il basilico. Spezzettate con le mani 8 belle foglioline di basilico (lasciando le altre per guarnire i piatti dei vostri invitati). Mescolate ancora una volta e lasciate riposare per alcuni minuti, sempre con la casseruola coperta.

  

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Finalmente potete servire la pappa al pomodoro che avete preparato. Mancano solo due cose fondamentali. Una fogliolina di basilico al centro del piatto e un giro d’olio extra vergine per finire. Non esagerate con l’olio per non perdere l’equilibrio dei sapori della ricetta. Buon appetito.

 

 

Curiosità

Il pane toscano senza sale, o come si dice a Firenze il “pane sciocco”, non è tipico solo della Toscana ma anche dell’Umbria e delle Marche. Le origini si perdono nella notte dei tempi. Per quanto riguarda la Toscana, c’è chi fa risalire la motivazione al conflitto di Firenze con Pisa, a causa del quale dopo un blocco navale pisano dei rifornimenti di sale per la città di Firenze portò i fiorentini a produrre il pane senza sale. Altra spiegazione, in tempo medievale, fa risalire la causa alle tasse troppo alte sul sale. Magari sono vere entrambe, tuttavia, quel che più conta è il risultato. Il pane senza sale per la cucina fiorentina non è una pecca bensì un vantaggio, poiché ben si sposa con i piatti saporiti e le tradizioni culinarie toscane.

 

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